Revisione delle tariffe sanitarie: il sistema privato accreditato è una risorsa strategica per il Servizio sanitario nazionale

Il vicepresidente della Fondazione Triassi, Antonio Salvatore, analizza la revisione delle tariffe della specialistica ambulatoriale e il ruolo strategico del sistema privato accreditato per garantire sostenibilità e continuità assistenziale.

Antonio Salvatore
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La revisione delle tariffe della specialistica ambulatoriale rappresenta uno dei temi più rilevanti per il futuro del Servizio sanitario nazionale, poiché incide direttamente sull’equilibrio tra qualità dell’assistenza, sostenibilità economica e capacità di risposta ai bisogni di salute dei cittadini.

Su questo tema interviene il professor Antonio Salvatore, vicepresidente della Fondazione Triassi per il Management Sanitario, con un’approfondita analisi pubblicata su Quotidiano Sanità, nella quale vengono esaminati gli effetti della proposta di revisione tariffaria predisposta dal Ministero della Salute.

Il quadro normativo

La remunerazione delle prestazioni erogate per conto del Servizio sanitario nazionale costituisce uno degli elementi fondamentali dell’attuale ordinamento sanitario. L’articolo 8-sexies del Decreto Legislativo n. 502 del 1992 stabilisce infatti che la determinazione delle tariffe debba essere fondata sui principi di efficienza, appropriatezza e sostenibilità economica.

Le attuali tariffe della specialistica ambulatoriale e protesica sono state definite dal Decreto del Ministero della Salute del 25 novembre 2024, successivamente oggetto di alcune pronunce del TAR Lazio, la cui efficacia è stata differita al 22 settembre 2026. In vista di questa scadenza, il Ministero ha predisposto una nuova proposta di aggiornamento tariffario.

Una revisione limitata

L’analisi evidenzia come la revisione interessi soltanto 670 prestazioni sulle 3.171 complessivamente previste, pari a circa il 21% del totale.

Gli incrementi tariffari variano dal 4% per le visite specialistiche fino al 16,8% per alcune procedure, come le biopsie, con un impatto stimato sulla finanza pubblica di ulteriori 211 milioni di euro annui a partire dal 2027, che si aggiungono ai circa 550 milioni già previsti dal precedente Decreto Tariffe.

I dati del 2024

Secondo i dati del Sistema Tessera Sanitaria analizzati dal professor Salvatore, nel 2024 in Italia sono state erogate circa 856 milioni di prestazioni di specialistica ambulatoriale, per una spesa complessiva di 13,6 miliardi di euro, corrispondente a una media di circa 15 prestazioni per abitante.

L’analisi mette però in evidenza significative differenze tra le Regioni.

La Sardegna registra il minor numero medio di prestazioni per abitante, mentre Umbria e Marche presentano i valori più elevati. Differenze che, sottolinea l’autore, possono dipendere da molteplici fattori, tra cui appropriatezza prescrittiva, caratteristiche epidemiologiche e modelli organizzativi.

Il caso Campania

Particolarmente significativo è il dato relativo alla Campania.

Nonostante l’ampia presenza di strutture private accreditate, la Regione presenta un numero medio di prestazioni per abitante inferiore alla media nazionale (12 contro 15), così come risulta inferiore la spesa sanitaria pro capite (194 euro rispetto ai 231 euro nazionali).

Anche la compartecipazione dei cittadini attraverso il ticket si mantiene al di sotto della media italiana, principalmente per effetto della maggiore diffusione delle esenzioni legate alle condizioni economiche della popolazione.

Il ruolo strategico del privato accreditato

L’aspetto maggiormente rilevante dell’analisi riguarda il contributo del sistema privato accreditato.

Nel 2024, in Campania, sono state erogate oltre 68 milioni di prestazioni specialistiche, delle quali circa 45,4 milioni, pari al 67% del totale, sono state garantite dalle strutture private accreditate, per una spesa di circa 600 milioni di euro, equivalente a circa il 5% del Fondo sanitario regionale.

Secondo il professor Antonio Salvatore, questi dati dimostrano come il sistema privato accreditato, se governato attraverso efficaci strumenti di programmazione, controllo dei volumi e limiti di spesa, rappresenti un elemento fondamentale per assicurare continuità assistenziale, ridurre le criticità organizzative e contribuire alla sostenibilità economica dei sistemi sanitari regionali.

L’analisi si conclude evidenziando come una revisione tariffaria realmente efficace debba essere accompagnata da una visione complessiva della governance sanitaria, capace di valorizzare in modo equilibrato il rapporto tra sistema pubblico e privato accreditato, nell’interesse della qualità dell’assistenza e dei cittadini.

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